Post pubblicato il 25 Agosto 2020 alle 15:44

Terapie Stupefacenti: nuove frontiere di cura tra antropologia e neuroscienze Tania Re Conferenza 13 Settembre Festival BeneEssere al Castello

Terapie Stupefacenti: nuove frontiere di cura tra antropologia e neuroscienze

Le ricerche storico-antropologiche registrano in molte culture di tipo sciamanico (Sud America , Siberia, India) un utilizzo molto antico di “piante maestre”, ovvero piante che, grazie alle loro proprietà, permettono di raggiungere “Stati non ordinari” di coscienza. Tali stati di coscienza possono sorgere attraverso diverse pratiche, come la meditazione, la respirazione olotropica, lo yoga, la deprivazione sensoriale, o addirittura a livello spontaneo come nel caso dei “mistici” cristiani.

L’esperienza contemporanea riportata dai ricercatori ha offerto dati molto incoraggianti sui benefici di questo tipo di esperienze. La ricerca sviluppata negli USA, in linea generale, tende a seguire protocolli molto rigidi nella ricerca, in cui giocano un ruolo fondamentale il Set (lo stato attuale ma anche la storia clinica e biografica del paziente), il Setting (l’ambiente in cui avviene l’esperienza) e la sostanza (tipologia, dosaggio, qualità e quantità), elementi base della teoria Gestaltica.

Dal punto di vista storico, possiamo affermare che in Europa, erano già presenti ai tempi dei greci prima e dell’impero Romano poi, i riti dionisiaci, i misteri di Eleusi, in cui si fa riferimento all’utilizzo di sostanze psicoattive. Elemento tipico del culto di Dioniso è la partecipazione essenzialmente femminile alle cerimonie che si celebravano in diverse zone della Grecia: le Baccanti (chiamate anche menadi ) ne invocavano e cantavano la presenza e, anche per mezzo di maschere (importanti nel culto di Dioniso, che si suppone legato alla nascita della tragedia greca), riproducevano ritualmente il mitico corteo dionisiaco di sileni, satiri e ninfe.

Oggi, come allora, le ricerche riportano i cambiamenti del comportamento pro sociale in numerosi campioni di persone che hanno fatto uso di diversi tipi di psichedelici , sia in contesti religiosi, come nel caso dell’ayahuasca per i praticanti della chiesa del Santo Daime, sia in contesti informali.

Le sfide per il futuro sull’utilizzo terapeutico delle sostanze psicoattive sono ancora molte, una possibilità concreta potrebbe essere quella di rivitalizzare l’utilizzo rituale delle sostanze unendo passato e presente, antiche conoscenze e moderna scienza per un Rinascimento Psichedelico a servizio della cura.  

Tania RE è laureata in Psicologia Clinica e di Comunità, si è specializzata in Psicoterapia della Gestalt presso il CSTG di Milano e come terapista complementare in Svizzera approfondendo lo studio e la pratica delle discipline bio-naturali. È stata allieva del professor Benson del “Mind-Body Institute” a Boston dove ha appreso le tecniche mente-corpo, l’ipnosi e le tecniche di visualizzazione per l’accompagnamento di persone affette da traumi, patologie croniche e oncologiche. Nel corso degli anni si è specializzata in Antropologia della Salute ed Etnomedicina. È tra i fondatori delle Cattedre Unesco “Salute, Antropologia, Biosfera e sistemi di cura” presso l’Università di Genova e "Plantae medicinales mediterraneae - Plants for Health in the Mediterranean Tradition" presso l'Università di Salerno. Collabora attualmente con il Centro regionale Toscana per la Fitoterapia (CERFIT), con il Centro Studi di Terapie della Gestalt (CSTG) e con il Laboratorio LIMMIT in Portogallo. Insegna Etnomedicina e Antropologia medica presso Corsi e Master Universitari in ambito sanitario e opera come terapeuta in Italia e in Svizzera. La sua ricerca sul campo si realizza in Sud America nelle comunità indigene studiando le medicine tradizionali, le piante e i riti di cura. Da sempre è interessata a comprendere i sistemi provenienti da antiche tradizioni che connettono mente e corpo con una prospettiva transdisciplinare, per questo partecipa ad una rete di ricerca internazionale che coinvolge fisici, medici, biologi e antropologi. Negli ultimi anni ha focalizzato i suoi interessi di ricerca sull’utilizzo delle “piante maestre” in ambito terapeutico in collaborazione con Università e Centri di Ricerca in Europa, Stati Uniti e Sud America. In Italia promuove l’utilizzo terapeutico delle sostanze psicotrope in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni di cui è Consigliera.Tania RE è laureata in Psicologia Clinica e di Comunità, si è specializzata in Psicoterapia della Gestalt presso il CSTG di Milano e come terapista complementare in Svizzera approfondendo lo studio e la pratica delle discipline bio-naturali. È stata allieva del professor Benson del “Mind-Body Institute” a Boston dove ha appreso le tecniche mente-corpo, l’ipnosi e le tecniche di visualizzazione per l’accompagnamento di persone affette da traumi, patologie croniche e oncologiche. Nel corso degli anni si è specializzata in Antropologia della Salute ed Etnomedicina. È tra i fondatori delle Cattedre Unesco “Salute, Antropologia, Biosfera e sistemi di cura” presso l’Università di Genova e "Plantae medicinales mediterraneae - Plants for Health in the Mediterranean Tradition" presso l'Università di Salerno. Collabora attualmente con il Centro regionale Toscana per la Fitoterapia (CERFIT), con il Centro Studi di Terapie della Gestalt (CSTG) e con il Laboratorio LIMMIT in Portogallo. Insegna Etnomedicina e Antropologia medica presso Corsi e Master Universitari in ambito sanitario e opera come terapeuta in Italia e in Svizzera.

 



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